Io di Spèsa

23 febbraio, 2006

CYHSY @ Estragon, Bologna

Ore 23:15, gli attesi Clap Your Hands Say Yeah stanno per salire sul palco di un Estragon (per l'ultima volta) stracolmo...

...hanno da poco terminato la loro esibizione i philadelphiani Dr. Dog: una vera sorpresa, in positivo. Il loro lavoro d'esordio ("Easybeat", 2005) m'aveva lasciato a dir poco indifferente: belle melodie, ma con data di scadenza a breve termine. Pochi ascolti, ed era già scattata la noia. Ma non appena salgono sul palco, guadagnano punti:



















dei freak in piena regola. Particolare menzione per il look lebowskiano del chitarrista e backing vocals (sulla sinistra), e per la molleggiatura del lead vocals e chitarrista (sulla destra). La loro proposta è fatta di quelle melodie a cui accennavo prima, cantate a doppia voce, talvolta tripla: il risultato è ottimo. Le canzoni guadagnano in cattiveria e sbalzi d'intensità, qualità mai emerse su disco...

...ore 23:15, s'era detto. Dopo essersi fatti un po' attendere, i Clap Your Hands Say Yeah fanno la loro apparizione:


















parte "Let the Cool Goddess Rust Away". La sensazione è: mmmh (legenda: dubbi sulla qualità dell'acustica). Ma con la successiva "Is This Love?" si rifanno alla grande. Passa poco, ed è già il momento della canzone più attesa (dalla maggioranza): "The Skin of My Yellow Country Teeth". Incredibile a dirsi, parte addirittura il pogo! Si susseguono poi diverse covers. Irriconoscibili, e magari fosse solo per mia ignoranza. Purtroppo il sound è confuso, con gli strumenti che tendono a sovrapporsi. Anche la voce malaaata di Ounsworth ne risente: troppo spesso è necessario intuirla. E' il momento della mia preferita, "Details of the War", cantata "armonica alla bocca" e proposta in una versione rallentata. Bella. Dopo quasi un'ora di concerto i cinque newyorkesi si ritirano dietro le quinte. Ma ci rimangono poco: eccoli di nuovo sul palco, sulle note della giocosa "Clap Your Hands!". Apprezzatissima da tutto il pubblico presente, che partecipa attivamente al coro di "and i feel so lonely...". Sarà questo il momento di maggiore "socializzazione" tra pubblico e gruppo, forse eccessivamente distaccato. Ma più che l'impressione di "tirarsela", hanno dato l'idea di essere in qualche modo tesi, in soggezione. Più probabilmente, un mix delle due. In chiusura da segnalare una trascinante "Upon This Tidal Wave of Young Blood".

Nel complesso non un concerto memorabile, ma in un certo modo "obbligato", dopo aver adorato il disco uscito lo scorso anno. L'acustica ha lasciato a desiderare, ma, conoscendo pressochè a memoria le canzoni, non è stata eccessivamente limitante.

3 Comments:

  • At 25/2/06 17:06, Anonymous Anonimo said…

    Il mese scorso una loro canzone ( Over & Over Again (Lost & Found) ) era nel disco in allegato a Les Inrockuptibles. Ricordo chiaramente che per una settimana non ascoltai altro.

    Si trova ancora il disco, magari in un qualche meandro di un qualche negozio a La Spezia?

     
  • At 25/2/06 17:30, Blogger milo81 said…

    Posso immaginare l'effetto. Ho subito la stessa dipendenza dopo aver scoperto il disco, l'estate scorsa.

    L'acquisto "ufficiale" l'ho fatto proprio l'altra sera al concerto, per 15 €, lo stesso prezzo della Fnac di Genova, per fare un esempio. Sinceramente speravo in qualcosa di meno...

    Ma sei di Spezia?

     
  • At 25/2/06 17:51, Anonymous Anonimo said…

    Alla Fnac di Genova son capitato la settimana scorsa, ma non ho trovato nulla. In compenso mi hanno detto che l'ultima copia era appena stata venduta...

    Più che di Spezia, sono di Ceparana (dove abito). Ma in città passo quasi tutta la giornata, vuoi per le amicizie, vuoi per gli interessi, vuoi per motivi scolastici (di cui farei volentieri a meno).

     

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