Io di Spèsa

23 gennaio, 2006

1978 - tra Londra e New York













Ieri sera sono montato sulla mia DeLorean ed ho fatto un salto nella New York del maggio 1978. Subito mi sono diretto verso l'Artist Space di Soho, dove quella sera sapevo si sarebbero esibiti alcuni gruppi parecchio originali: i Contortions di James Chance, i Teenage Jesus and the Jerks di Lydia Lunch, i Mars ed i D.N.A. di Arto Lindsay. L'esibizione, un tappeto sonoro a base di improvvisazione, rumore, cacofonia ed (apparente) imperizia tecnica, è breve, ma sufficiente a risvegliare i peggiori incubi della natura umana. Sensazioni dolorose e necessarie. Memorabili, soprattutto, il ritmo sprigionato dai Contortions e la violenza con cui Lindsay stupra la sua chitarra. A fianco a me, ancor più provato ed esaltato dall'evento, un certo Brian Eno, che da lì a poco avrebbe cristallizzato questi suoni, tanto diversi quanto coerenti, all'interno della compilation No New York. Thurston Moore, Kim Gordon e Lee Ranaldo, detti Sonic Youth, non sono più una valida testimonianza riguardo l'esistenza degli alieni; crolla la teoria che li vedeva catapultati sulla terra ad inizio eighties.

Psicologicamente provato, bisognoso di sfogarmi, salgo nuovamente sulla DeLorean: questa volta scelgo di recarmi nella Londra che si sta apprestando a festeggiare il capodanno '78, consegnando alla storia la precedente annata. In città si respira un'aria punk, ed a celebrare la capitale mondiale del movimento sono giunti dalla grande mela i quattro "fratelli" Ramones. Disimpegno, regressione, ecco di che cosa ho bisogno. Mentre mi avvicino al Rainbow sento forti e chiare le urla "Gabba Gabba Hey", e capisco che sono arrivato nel posto giusto. The message of Ramones It's Alive.