L'ultima impressione sugli Strokes

The Strokes - First Impression of Earth - [2006]
L'inizio è ottimo, con la "classica" You Only Live Once. Ma già dalla seconda traccia, il singolo Juicebox, che non ho mai digerito, c'è da rimanere come minimo perplessi. Il peggio deve ancora arrivare, con la successiva triade: Heart in a Cage è tremenda; Razor Blade è banale; On the Other Side anche, nonostante l'accattivante intro di basso. Questa prima parte ha sicuramente condizionato i miei primi ascolti, perchè arrivato a questo punto, quando non avevo già staccato tutto, ascoltavo come minimo con parecchia distrazione. A salvare la baracca ci prova Vision of Division, dove le due chitarre tornano ad intrecciarsi come i nostri ci avevano (ben) abituati. Ma è una breve illusione, perchè il prosieguo è a dir poco trascurabile, ogni traccia a suo modo. Si arriva a 15 Minutes che, dopo un paio di minuti cantilenanti, ha un'accelerazione decisiva, a mo' di reazione d'orgoglio. Per la canzone (forse) più bella dell'album. Si chiude con Red Light, che nel marasma finisce per salvarsi in calcio d'angolo.
Dopo ripetuti ascolti questo disco mi ha sinceramente deluso: per me l'essenza degli Strokes è racchiusa in Is This It?, e chi l'ha ascoltato capirà di costa io stia parlando. Melodie brevi, grezze, abrasive. Dopo la scialba copia dell'esordio che era stato il secondo album Room On Fire, i cinque newyorkesi si sono trovati costretti a cambiare il loro clichè. Purtroppo hanno dimostrato, con questo First Impression of Earth, le loro lacune, avventurandosi in un lavoro dal risultato troppo disomogeneo e dispersivo.


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