Un anno in musica
Una top ten senza noiose pretese critiche, ma per testimoniare i dischi che hanno accompagnato e condizionato i miei ultimi 365 giorni:
1. Clap Your Hands Say Yeah - s/t
La sorpresa più piacevole del 2005. Quaranta minuti emozionanti. Una musica semplice semplice, autoprodotta, ma che colpisce dritta al cuore. E poi la voce di Alec Ounsworth: sporca, malata, ubriaca. Una voce che non ammette mezze misure: o si scappa urlanti tappandosi le orecchie, o ci se ne innamora. La seconda che ho detto.
2. LCD Soundsystem - s/t
James Murphy mi sta simpatico, con quel suo faccione rotondo. “LCD Soundsystem” è, per la mia esperienza, la vetta massima toccata da chi si impegna anima e corpo per contaminare il rock con elettronica e dance. Lascio stilare agli esperti la lista delle citazioni, talmente lunga da impegnare diverse generazioni di critici negli anni a venire.
3. Fiery Furnaces - s/t EP
Creatività. Ne hanno tanta, forse troppa, i fratelli Eleanor e Matthew Friedberger. Curioso poi come una raccolta di b-sides, titolata addirittura “EP”, possa raggiungere il podio tra i dischi dell’anno. Ma per un gioiello di pop-sperimentale come “The Fiery Furnaces EP” le definizioni stanno a zero.
4. New Pornographers - Twin Cinema
Il Canada è la mia miniera d’oro. Non passa giorno che non ringrazi la FACTOR. E non passa settimana che non scopra qualcosa di nuovo provenire da quelle latitudini. I New Pornographers sono tra i senatori del movimento indie-rock canadese, un raro esempio di solidarietà ed eterogeneità tra band. Con “Twin Cinema” i pornografi sono diventati grandi, un disco incredibilmente maturo, costante nella sua varietà, dalla prima all’ultima traccia. Voglio una casetta piccolina in Canadà.
5. Bloc Party - Silent Alarm
La new wave è tra i miei generi preferiti, forse IL mio preferito. Come Vico insegna la storia è ciclica, ed ecco che all'alba del XXI secolo è riesplosa la moda, con un revival selvaggio di sonorità e look in voga ad inizio eighties. La nu new wave. C’è chi in questi anni accusa conati di vomito ed isterie incontrollabili non appena veda una cravattina a sigaretta o una magliettina colorata a righe orizzontali. Io no. Perchè qualcosa da salvare c'è. Ad esempio i Bloc Party, band multirazziale from London, capitanata dal colored Kele Okereke. “Silent Alarm” è un concentrato di energia, privo di riempitivi e perfettamente bilanciato, tra riff potenti col piede sull'acceleratore e passaggi più lenti e riflessivi. Tante aspettative per il nuovo disco, in uscita nel 2006.
6. Wolf Parade - Apologies to the Queen Mary
Ancora Canada. Un esordio col botto, per questo gruppo patrocinato dal grande Isaac Brook, leader e cantante dei Modest Mouse. Musicalmente seguono la strada aperta dagli Arcade Fire, citando, in diversi passaggi vocali, il loro mentore. Ho scoperto “Apologies to the Queen Mary” solamente qualche settimana fa, e la loro istantanea presenza nella top ten è il miglior complimento che possa fargli.
7. Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better...
Ancora nu new wave: Franz Ferdinand, scozzesi di Glasgow. Anche per loro vale il solito teorema per cui nulla si crea e nulla si distrugge. Ma si può saper mescolare con gusto. E’ così che si ripresentano, un anno dopo l’esordio, riprendendo il filo del discorso da dove si era interrotto: capacità indiscussa di far muovere i culi, tramite un innato senso del ritmo e la grande capacità espressiva del singer Alex Capranos. Doti che dal vivo si amplificano a dismisura: ho ancora negli occhi il fantastico show dell’Independent Days 2004. Peccato perdersi il loro prossimo tour italiano.
8. Royksopp - The Understanding
Il disco dell’estate. Nonostante i chilometri ed i gradi di differenza tra l’Italia e la dinamica Bergen, il duo norvegese ha composto un disco che più caldo e mediterraneo non si poteva. Se ascoltando “Melody A.M.” si avvertiva presto il bisogno di mettersi un maglione in più, con “The Understanding” viene voglia di infilare le infradito e, asciugamano in spalla, via verso la spiaggia. Colonna sonora dell’estate 2005.
9. Daft Punk - Human After All
Umani, dopo tutto. Con questa dichiarazione i due francesi misteriosi si ripresentano sulle scene, dopo essere usciti dalla propria cameretta per scoprire pianeti lontani. Tornati sulla terra i due aspiranti robottini sono costretti loro malgrado a prendere coscienza della loro natura umana. Non gli resta che imbracciare la chitarra e iniziare a suonare Daft Rock. Ed è un bel sentire.
10. Colder - Heat
Un disco notturno: magnetico, denso, ipnotico. Il parigino Marc Nguyen, one-man-band in ambito elettronico, pesca a piene mani tra le sonorità tanto care ai Joy Division, esasperandone il lato più sintetico rispetto a quello tribale. Su questo si va ad inserire una voce ai limiti dell’inespressività. Risultato notevole. Un disco che con l’atmosfera adatta manda in estasi.
1. Clap Your Hands Say Yeah - s/tLa sorpresa più piacevole del 2005. Quaranta minuti emozionanti. Una musica semplice semplice, autoprodotta, ma che colpisce dritta al cuore. E poi la voce di Alec Ounsworth: sporca, malata, ubriaca. Una voce che non ammette mezze misure: o si scappa urlanti tappandosi le orecchie, o ci se ne innamora. La seconda che ho detto.
2. LCD Soundsystem - s/tJames Murphy mi sta simpatico, con quel suo faccione rotondo. “LCD Soundsystem” è, per la mia esperienza, la vetta massima toccata da chi si impegna anima e corpo per contaminare il rock con elettronica e dance. Lascio stilare agli esperti la lista delle citazioni, talmente lunga da impegnare diverse generazioni di critici negli anni a venire.
3. Fiery Furnaces - s/t EPCreatività. Ne hanno tanta, forse troppa, i fratelli Eleanor e Matthew Friedberger. Curioso poi come una raccolta di b-sides, titolata addirittura “EP”, possa raggiungere il podio tra i dischi dell’anno. Ma per un gioiello di pop-sperimentale come “The Fiery Furnaces EP” le definizioni stanno a zero.
4. New Pornographers - Twin CinemaIl Canada è la mia miniera d’oro. Non passa giorno che non ringrazi la FACTOR. E non passa settimana che non scopra qualcosa di nuovo provenire da quelle latitudini. I New Pornographers sono tra i senatori del movimento indie-rock canadese, un raro esempio di solidarietà ed eterogeneità tra band. Con “Twin Cinema” i pornografi sono diventati grandi, un disco incredibilmente maturo, costante nella sua varietà, dalla prima all’ultima traccia. Voglio una casetta piccolina in Canadà.
5. Bloc Party - Silent AlarmLa new wave è tra i miei generi preferiti, forse IL mio preferito. Come Vico insegna la storia è ciclica, ed ecco che all'alba del XXI secolo è riesplosa la moda, con un revival selvaggio di sonorità e look in voga ad inizio eighties. La nu new wave. C’è chi in questi anni accusa conati di vomito ed isterie incontrollabili non appena veda una cravattina a sigaretta o una magliettina colorata a righe orizzontali. Io no. Perchè qualcosa da salvare c'è. Ad esempio i Bloc Party, band multirazziale from London, capitanata dal colored Kele Okereke. “Silent Alarm” è un concentrato di energia, privo di riempitivi e perfettamente bilanciato, tra riff potenti col piede sull'acceleratore e passaggi più lenti e riflessivi. Tante aspettative per il nuovo disco, in uscita nel 2006.
6. Wolf Parade - Apologies to the Queen MaryAncora Canada. Un esordio col botto, per questo gruppo patrocinato dal grande Isaac Brook, leader e cantante dei Modest Mouse. Musicalmente seguono la strada aperta dagli Arcade Fire, citando, in diversi passaggi vocali, il loro mentore. Ho scoperto “Apologies to the Queen Mary” solamente qualche settimana fa, e la loro istantanea presenza nella top ten è il miglior complimento che possa fargli.
7. Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better...Ancora nu new wave: Franz Ferdinand, scozzesi di Glasgow. Anche per loro vale il solito teorema per cui nulla si crea e nulla si distrugge. Ma si può saper mescolare con gusto. E’ così che si ripresentano, un anno dopo l’esordio, riprendendo il filo del discorso da dove si era interrotto: capacità indiscussa di far muovere i culi, tramite un innato senso del ritmo e la grande capacità espressiva del singer Alex Capranos. Doti che dal vivo si amplificano a dismisura: ho ancora negli occhi il fantastico show dell’Independent Days 2004. Peccato perdersi il loro prossimo tour italiano.
8. Royksopp - The UnderstandingIl disco dell’estate. Nonostante i chilometri ed i gradi di differenza tra l’Italia e la dinamica Bergen, il duo norvegese ha composto un disco che più caldo e mediterraneo non si poteva. Se ascoltando “Melody A.M.” si avvertiva presto il bisogno di mettersi un maglione in più, con “The Understanding” viene voglia di infilare le infradito e, asciugamano in spalla, via verso la spiaggia. Colonna sonora dell’estate 2005.
9. Daft Punk - Human After AllUmani, dopo tutto. Con questa dichiarazione i due francesi misteriosi si ripresentano sulle scene, dopo essere usciti dalla propria cameretta per scoprire pianeti lontani. Tornati sulla terra i due aspiranti robottini sono costretti loro malgrado a prendere coscienza della loro natura umana. Non gli resta che imbracciare la chitarra e iniziare a suonare Daft Rock. Ed è un bel sentire.
10. Colder - HeatUn disco notturno: magnetico, denso, ipnotico. Il parigino Marc Nguyen, one-man-band in ambito elettronico, pesca a piene mani tra le sonorità tanto care ai Joy Division, esasperandone il lato più sintetico rispetto a quello tribale. Su questo si va ad inserire una voce ai limiti dell’inespressività. Risultato notevole. Un disco che con l’atmosfera adatta manda in estasi.


0 Comments:
Posta un commento
<< Home