Io di Spèsa

10 dicembre, 2005

Batteremo le mani e diremo "yeah!"

E' ufficiale: il 21 febbraio prossimo sarò all'Estragon di Bologna, per assistere alla prima data italiana dei chiaccheratissimi Clap Your Hands Say Yeah, vero fenomeno sociologico-musicale del 2005. Eh si, perchè questi cinque signori (ignoro completamente la loro età, ma dalla foto non sembrano certo ragazzini) hanno dei meriti che vanno oltre la musica: per fortuna o per bravura, sono riusciti ad addomesticare una rete imbizzarrita. Mentre altri vedono in essa il maligno, si irrigidiscono sulle loro (anacronistiche) posizioni e (quindi) falliscono ogni volta che tentano di combatterla [ogni riferimento alle case discografiche è puramente casuale], i nostri hanno saputo guardare oltre le apparenze, capendo che dietro la faccia ribelle del peer-to-peer si nasconde un canale di distribuzione senza confini, composto da persone assetate di emozioni e pronte a ricompensare chi riesca a capirle. Mi convinco sempre più che il peer-to-peer stia finendo il lavoro cominciato dal punk.


Sospendendo i deliri filosofici, torno a parlare dell'evento: in apertura si esibiranno i Dr.Dog, anch'essi stanutitensi, anch'essi dall'east coast: per la precisione da Philadelphia, la stessa città (immagino non per caso) di Alec Ounsworth, leader dei CYHSY, radicati invece nella Grande Mela.

Per la trasferta bolognese, oltre al "nucleo storico" (con la mancanza, ahimè, di una pedina fondamentale), si uniranno due "nuove leve", non so quanto consapevoli di quello a cui andranno inconto. Onore a loro per essersi fidate del nostro consiglio, giunto dalle profondità della nostra (tossico)dipendenza musicale.